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Paragrafo  3 . La politica demografica.

     
Il  regime  fascista,  al fine di indurre ogni  singolo  cittadino  ad
operare anche nella quotidianit in modo coerente con le finalit  che
si  proponeva, intervenne anche in campo demografico. Convinto che  la
potenza  di uno stato fosse proporzionale al numero dei suoi abitanti,
cerc  di  favorire l'aumento della popolazione, con misure  di  vario
tipo.  Venne  messa in atto una vasta propaganda contro  il  controllo
delle  nascite;  furono attribuiti sussidi ed esenzioni  fiscali  alle
famiglie  numerose;  vennero aumentati gli  assegni  familiari  per  i
lavoratori  e  conferiti  premi  alle  madri  pi  prolifiche;  furono
favorite   le   assunzioni  dei  padri  di  famiglia  e   generalmente
scoraggiato  il  lavoro  femminile.  Nel  1925  fu  istituita  l'opera
nazionale per la maternit e l'infanzia; nel 1927 venne introdotta  la
tassa sul celibato.
     La  donna, secondo il fascismo, doveva essere soprattutto  moglie
paziente  e  madre  prolifica ed amorosa, mettere  avanti  a  tutto  i
"lavori  domestici",  rispettare i valori tradizionali,  a  cominciare
dalla  accettazione  della subalternit nei confronti  del  marito,  e
trasmetterli  ai  figli. Il compito di promuovere  questo  modello  di
donna fu affidato soprattutto ai giornali, ai periodici specializzati,
ai  testi  scolastici e alla narrativa; pi tardi  verranno  stabilite
anche misure legislative, come quella varata nel 1938 per limitare  la
presenza  di personale femminile negli impieghi pubblici e privati  al
10% dei posti.
     
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     Il  fascismo  cerc  di pianificare anche la distribuzione  della
popolazione   sul   territorio;  in  particolare  tent   di   frenare
l'urbanesimo, perch la campagna potesse continuare a svolgere la  sua
tradizionale   funzione  conservatrice  ed  anche  per   evitare   che
l'afflusso  di contadini disoccupati nelle citt provocasse discredito
per   il   regime.  La  cosiddetta  "ruralizzazione"  venne   promossa
attraverso  un'opera di propaganda che esalt la salubrit della  vita
in campagna e la nobilt del lavoro dei campi.
